Le origini della Sciora Togna

Tutto nasce al principio dell’autunno 1904. In un manifesto (stampato dalla tipografia Vecchi – Ripamonti) della “Indisposizione Artistica”, che si teneva nel salone del Palazzo di Santo Spirito (la vecchia sede Enel di via Brunelli Maioni) da giovedì 6 a sabato 8 ottobre, in basso a sinistra si legge “visto per la pubblicazione – La Signora Togna”. Ad onor del vero, la “Indisposizione artistica” aveva avuto il battesimo inaugurale il venerdì 30 settembre, “dalle 13 alle 15 anche – si legge – per la comodità dei Signori Forestieri”. Il tutto continuò nelle giornate di sabato 1° ottobre “dopo le 20” e domenica 2 ottobre con “nuovi quadri e macchiette”.
Cosa sia stata questa “Indisposizione Artistica” lo si deduce dal libretto di presentazione, o meglio dalla “Guida Ufficiale anzi generale”, stampato dalla tipografia dei Fratelli Antonioli di Gozzano, così come dal supplemento al numero 8 del giornale “L’Amico” che per l’occasione, assegnò l’incarico ad un inviato speciale. Si legge sulla copertina “Questa GUIDA, fatta sulla Guida di altre Guide, Guida il visitatore attraverso i campi fioriti dell’Arte Birbonica, nel passato, nel presente, nell’avvenire”. Insomma, l’umorismo all’inizio del novecento non mancava certamente a Borgomanero. Le parole delle “Norme e Regole per la visita della Indisposizione” la dicono lunga su questo Humor non proprio inglese: “E’ aperto in Borgomanero un museo birbonico, una esposizione indisposta che ha la facoltà di far sudare freddo coloro che la visteranno, e non saranno pochi perché è dovere di tutti i galantuomini di assistere gli ammalati e visitare gli esposti” e ancora “ Le opere si distinguono in artistiche, mezzo artistiche, e così così; le poesie illustrative non temono il confronto colle peggiori porcherie che siano state fatte in tal genere di lettera-dura”. Poi un accenno al comitato organizzatore “A cura del Comitato saranno distribuiti dentro e fuori del locale corpi d’assistenza sotto la sorveglianza dei veterinari municipali per le improvvise alienazioni mentali e per le bestialità che potrebbero capitare; vi sarà splendido servizio di massaggio con bastoni garantiti di tre anni per la cura dei reumi presi per la freddura dell’ambiente: vi sarà un servizio di polizia per tutti i distratti che metteranno le proprie mani nelle tasche altrui”. L’introduzione alla “Indisposizione” continua poi con una serie di raccomandazioni e si conclude con l’istituzione di una “Apposita bussola che raccoglierà alla porta le offerte per i poveri di spirito”.
Centocinquantaquattro le opere, almeno così recita il libello, esposte. La “Togna” la troviamo subito tra “Le meraviglie di Borgomanero – Trittico”. La prima meraviglia è la statua della Vergine, nella piazza centrale dal 1721; la seconda bellezza è il ponte sull’Agogna (Araldo, luogo di incontro degli innamorati secondo l’autore) e l’ultima riguarda la Togna, che non ha ancora l’appellativo di signora che lo precede. “O terzo fra i miracoli / Del nostro illustre Borgo / Permetti che i tentacoli / Io svolga intorno a te / Togna mirabolante / Dal strabiliante retro / un retro si smagliante / E pari al tuo non v’è”.

Sono soprattutto le ricerche dello storico Alfredo Papale a definire i personaggi. Con la sagacia che lo contraddistingue nei suoi scritti, Papale traccia la storia sia della Sciora Togna che della “sarventa Carulena”: entrambe assurgono alla cronaca nel 1926, grazie all’avvocato Colombo, con la rivista “Burbanè c’al visiga”. “Visto che sia la Sciora Togna che la Carulena – sottolinea Papale – sono state due persone reali di Borgomanero, con caratteristiche personali peculiari, non le dovremo chiamare maschere, ma bensì personaggi della nostra storia cittadina”. Lo storico motiva anche il perché di questa sua affermazione “Personaggi non coevi tra loro, ma distanziati nel tempo, in un arco di circa settanta – ottant’anni: la Sciora Togna dei primi decenni dell’Ottocento, la Carulèna di fine Ottocento, primi del Novecento. Quindi delle due solo la Carulèna potè essere conosciuta direttamente dal Colombo, mentre seppe della Scioura Togna indirettamente dalla narrazione dei suoi vecchi “.
La chiave di identificazione e di lettura della Sciora Togna, sempre secondo Papale, sta nei versi della poesia del poeta e commediografo dialettale Gianni Colombo, avvocato, soprannominato “Culumbìn” (1898 – 1982 ).

Vediamo chi era questa “Sciora Togna”. In base alle verifiche incrociate realizzate dal Papale e partendo dal presupposto che il poeta Colombo ha sempre usato nella sua opera personaggi reali, si è risalito all’identità. Innanzitutto era una signora benestante, possidente, non conosciuta direttamente in quanto “della generazione precedente” non era di Borgomanero, ma “forestiera” e che abitava vicino a Santa Marta in corso Garibaldi. E’ dal censimento sabaudo del 1838 che lo storico ricava le dovute informazioni, analizzando le abitazioni di fronte a Santa Marta (San Giuseppe):
Viarana don Pietro, nobile, avvocato possidente nato a Maggiate di anni 58. Con lui abitavano la domestica, Teresa Erbetta nata a Gozzano, 34 anni e i servi Antonio Erbetta di 19 e Maria De Pietro di 16 anni. Entrambi nati a Gozzano.
Don Pietro era un signore nobile che contendeva “lo scettro” ai Tornielli. Abitava nell’antico corso di Porta Riviera (attuale corso Garibaldi) di fronte a Santa Marta (San Giuseppe). In quell’anno aveva festeggiato il 58esimo compleanno ed era vedovo da ben 17 anni e viveva con tre domestici. La moglie, la nobile Donna Maria Gattico, era deceduta il 12 febbraio 1821. Nella stessa casa viveva Donna Antonia Mazzucchelli, vedova Cavallari nata a Gallarate di 60 anni con la serva Lucia Vallana, 45 anni di Pogno. Nella casa a fianco si trovava Giovanni Battista Pagani, chimico farmacista nato nel 1806 e padre di Luigi (1844 – 1906) anch’esso chimico farmacista e nonno di Carlo Pagani (1884 – 1928) , ultimo della dinastia di chimici farmacisti che passeranno poi “la mano” al dottor Ruva che si trasferirà di fronte. Dunque la Sciora Togna era quindi la signora possidente e benestante Antonia Mazzucchelli, nata a Gallarate nel 1778 che viveva, a palazzo Viarana. Vedova di Francesco Antonio Cavallari, era figlia di Ludovico e di Rosa Rejna, moriva a Borgomanero il 17 gennaio 1843 in casa Viarana, munita dei Sacramenti. L’atto di morte parrocchiale le attribuisce 71 anni, qualcuno in più di quelli dichiarati nel censimento del 1838. Secondo Papale la conseguenza diretta è che “a questo punto sappiamo anche chi erano i végi del Colombo, che a suo tempo potevano averla conosciuta: oltre al nonno e bisnonno, Carlo e Clemente Colombo, vicini di casa della Togna erano stati i nonni del farmacista dottor Carlo Pagani, scior Carlo per i clienti o Paganìn per gli amici, grande sodale del Culumbìn e direttore di scena del primo Burbané c’al visiga del 1926. Purtroppo il Pagani morirà due anni dopo a soli 44 anni”.
Per la “Carulèna” il Colombo “rivelandolo ai giornali in occasione di una Festa dell’uva anteguerra, afferma che era stata alle dipendenze prima del prevosto don Ercole Marziano Quaroni (1888-1913) poi dell’Ospedale della Trinità; personaggio accattivante e simpatico perché secondo altre voci, raccolte sempre dallo storico Papale, i Tornielli le avrebbero lasciato una stanza in vitalizio, più o meno dove ora c’è il negozio di viaggi e turismo, dietro al negozio De Blasi (Cavigioli) e Caffè Commercio del Bertìn Rossignani (Mainelli)”.
E’ quindi la fervida fantasia di Gianni Colombo che abbinerà la “Togna” e la “Carulèna” nel 1926 con la prima edizione di “Burbané c’al visiga”: saranno poi protagonista della seconda edizione di martedì 6 aprile 1937 e quando il “vate” locale porterà l’esperienza raccolta in teatro sul palcoscenico della piazza cittadina nella festa dell’uva anteguerra, saranno le protagoniste dell’evento.
Tra l’altro il quotidiano “La Stampa” riporta ed annuncia l’evento della sera con il titolo “Borgomanero che si muove” e il “catenaccio” che recita “ Un podestà autore teatrale e tutto il paese attraverso i quadri di una rivista – La sciora Togna podestatessa e terza rarità – Carne d’asino piatto prelibato”. Enzo Arnaldi l’articolista, coadiuvato dai disegni di ‘Bioletto’ parla di “teatro tutto esaurito” e di “attori tutti quanti cittadini di Borgomanero che sul palcoscenico ci sono saliti solo per l’occasione” con i numeri di 227 personaggi, 74 attori e 22 orchestrali. Colombo, si legge nel ‘pezzo’ assegna a Ernesto Poldi il merito di “averci portato in teatro” in una rivista che viaggia sui binari della malinconia di due sposini che passano la prima notte di nozze sotto il ponte dell’Agogna; del ricevimento indetto dalla Sciora Togna per i 1100 anni di Borgomanero ed infine l’agitarsi della “Carulèna”. Non poteva mancare il classico accenno al “tapulone” il piatto tipico locale che viene evocato nel primo quadro della rivista con la leggenda dei tredici orchi. Interpretavano le due dame cittadine Carlo Cattaneo (Togna) e Battista Piemontesi (sarventa).

Mauro Borzini, Daniele Godio
“Togna mirabolante, dal retro strabiliante”
Persone e personaggi che hanno interpretato le maschere cittadine
Grafiche Vecchi S.r.l. Borgomanero, Dicembre 2014

La Sciora Togna e la Carulena in un disegno di Bioletto (Stampa Sera del 6 aprile 1937)
La Sciora Togna e la Carulena in un disegno di Bioletto (Stampa Sera del 6 aprile 1937)
1953 Carlo Cattaneo e Giovanni Battista Piemontesi
1953 Carlo Cattaneo e Giovanni Battista Piemontesi
1959 Camillo Roi
1959 Camillo Roi
1960 Tersilla Colombo Zambrini, l’unica donna ad aver vestito i panni della Sciora Togna
1960 Tersilla Colombo Zambrini, l’unica donna ad aver vestito i panni della Sciora Togna
1961 Giuseppe Ruga
1961 Giuseppe Ruga
1962 Candido Rossi e Giovanni Battista Piemontesi
1962 Candido Rossi e Giovanni Battista Piemontesi
1965 Pierino Tinivella e Giannino Galli
1965 Pierino Tinivella e Giannino Galli
1974 Carletto Fontaneto e Guido Forzani
1974 Carletto Fontaneto e Guido Forzani
1981 Giovanni Pennaglia
1981 Giovanni Pennaglia
1988 Raffaele Iossa e Carlo Agazzone
1988 Raffaele Iossa e Carlo Agazzone
1992 Gianpiero Danesi, Carlo Agazzone e Alberto Schiavi
1992 Gianpiero Danesi, Carlo Agazzone e Alberto Schiavi
1993 Antonio Tura, Carlo Agazzone e Alberto Schiavi
1993 Antonio Tura, Carlo Agazzone e Alberto Schiavi
2005 Walter Nicolini
2005 Walter Nicolini
2007 Giancarlo Tinivella e Alessandro Barcellini
2007 Giancarlo Tinivella e Alessandro Barcellini
2010 Tiziano Godio
2010 Tiziano Godio
2010 Primo Erbetta e Alessandro Barcellini
2010 Primo Erbetta e Alessandro Barcellini
2012 Fulgenzio Sachettini e Teresio Pioppi
2012 Fulgenzio Sachettini e Teresio Pioppi
2014 Giuseppe Degasperis e Teresio Pioppi
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